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sabato 31 maggio 2014

Il cervello umano, " 'sunto del 'sunto"

Sapete qual'è il libro più lungo in assoluto? Io credo il Nostro. Per farmi capire... Quando ho deciso di descrivere il cervello umano non avevo idea della miriade di informazioni neanche riguardanti il cervello, bensì un minima, piccina, piccolissima parte di esso. E' inimmaginabile, almeno per me, sapere quanto conteniamo, quanto abbiamo dentro di noi e quanto poco credito diamo alle cose e a noi stessi.
Chiedo anticipatamente scusa se ho commesso qualche errore e sappiate che questo è solo un riassunto, del riassunto, del riassunto, ..... del cervello umano.
Buona lettura!

Ma ce l'hai il cervello?
Anche se tante volte alcune(molte) persone dimostrano il contrario, il cervello è presente nei vertebrati e negli animali a simmetria bilaterale. 
Infatti nei vertebrati il cervello è l'organo principale del sistema nervoso centrale, detto anche nevrasse, presente all'interno del cranio. L'encefalo è il termine corretto con cui indicare l'insieme delle strutture contenute nella scatola cranica.

Che funzione ha il cervello ?
Insieme al sistema endocrino, il cervello regola le funzioni vitali ed è sede delle regolazioni di equilibrio del nostro organismo (regolazioni omeostatiche) e delle funzioni cerebrali superiori.

Il nostro cervello è diverso da quello di un topo o di uno squalo?
Nei vertebrati vi sono alcune differenze fondamentali: sono presenti due strutture diverse, il telencefalo e il diencefalo, che sono il cervello vero e proprio(prosencefalo) e il tronco encefalico, formato da mesencefalo, ponte e bulbo. 
Nei vertebrati acquatici, squalo ad esempio, il telencefalo è solo una piccola protuberanza con funzioni principalmente olfattive e il mesencefalo ha invece dimensioni considerevoli.
Diverso è nei vertebrati terrestri, dove il prosencefalo è liscio e occupa quasi tutta la scatola cranica; l'encefalo viene separato dalla scatola cranica tramite le meningi. La maggior parte delle funzioni cerebrali legate alla coordinazione del movimento nei vertebrati sono affidate ad una struttura posteriore detta cervelletto. Inoltre bisogna sapere che la struttura che differenzia noi mammiferi dai vertebrati è la corteccia cerebrale, ed è grazie a questa struttura che vengono esplicate le funzioni più complesse, come la memoria e il linguaggio. Il classico aspetto rugoso di alcuni mammiferi lo conferisce la corteccia.



da sinistra
cervello di uomo, topo e pecora.
http://win.istitutosangiovannibosco.net/cennini_donbosco/e-learning/percorsi%20di%20scienze/sistema%20nervoso/cervello.htm

Com'è un cervello umano medio ?
Il cervello è un organo con peso variabile non superiore ai 1500 g, con un volume tra i 1100 e i 1300 cm³, e queste misure variano da individuo a individuo, legate spesso a fattori quali sesso ed età.  

Come è strutturato il cervello?
La struttura predominante è la corteccia cerebrale, sede , solo negli umani, delle “funzioni cerebrali superiori” quali il pensiero e la coscienza.
Essa, a sua volta è inclusa nel telencefalo umano che può essere suddiviso in quattro aree o lobi.
  • Lobo frontale
  • lobo parietale
  • lobo occipitale
  • lobo temporale
A questi lobi sono da aggiungere la circonvoluzione limbica e l'insula di Reil.
Avvolto nel telencefalo troviamo il diencefalo, più piccolo che contiene: il talamo, l'epitalamo, il metatalamo e l'ipotalamo.













Analizziamo i componenti principali

Corteccia cerebrale
La corteccia cerebrale è uno strato laminare continuo formata dai neuroni, dalla glia (cellula) e da fibre nervose senza mielina (specie di membrana plasmatica); è anche detta sostanza grigia perchè assume questo colore nei corpi non vivi.
Nei mammiferi, la superficie della corteccia cerebrale presenta una grande quantità di scanalture dette solchi. La parte più antica filogeneticamente è l'ippocampo e la più recente la neocorteccia.
I neuroni che formano la corteccia cerebrale posso avere due tipi di connessioni.
  • cortico-corticali, con neuroni di altre aree della corteccia stessa ;
  • cortico-sottocorticali con strutture più interne dell'encefalo come il talamo o il cervelletto.

Molte delle stimolazioni sensoriali raggiungono la corteccia cerebrale indirettamente attraverso differenti gruppi del talamo. Questo è il caso del tatto, della vista e dell'udito, ma non dell'olfatto, che arriva direttamente alla corteccia olfattiva.

Lobo temporale 
È situato nella parte inferiore degli emisferi cerebrali ed è sede dell’area acustica. Elabora l’affettività, la vita di relazione, le reazioni e i comportamenti istintivi, il riconoscimento visivo, la percezione uditiva e la memoria. 

Lobo parietale 
È localizzato nella parte superiore del cervello e contiene l’area somestesica primaria a cui afferiscono gli stimoli tattili, dolorifici, pressori e termici. La parte sinistra è dominante e controlla: la comprensione del linguaggio parlato e scritto; la memoria delle parole; le capacità matematiche. Il lobo parietale destro controlla le attività visuospaziali, come: la ricostruzione di un’immagine visiva e la capacità di orientarla nello spazio e di farla ruotare.

Lobo frontale 
Costituisce la parte anteriore del cervello e contiene l’area corticale motoria e la corteccia premotoria; inoltre, sono elaborati i pensieri e le idee. Esso partecipa ai processi di apprendimento e memoria, mentre nella parte sinistra si formano e si controllano le parole. Nella parte anteriore del lobo frontale (corteccia prefrontale) si svolgono funzioni cognitive superiori mentre nella parte posteriore si comandano e modificano i movimenti.

Lobo occipitale 
È situato nella parte posteriore del cervello e la sua attività principale è quella di elaborare la visione. Vi risiedono moltissimi neuroni specializzati nel riconoscimento e nell'elaborazione dei particolari di un’immagine.     


Circonvoluzione limbica o sistema limbico
Il sistema limbico è una rete di neuroni che comprende alcune aree del telencefalo e del diencefalo. Tra le parti che lo costituiscono troviamo: ipotalamo, ipofisi, amigdala, ippocampo, bulbo olfattivo, parte del talamo e diverse porzioni della corteccia. 
Questo sistema mette in connessione l'ipotalamo con la corteccia cerebrale, la ghiandola pineale e i diverse altre strutture; si pensa che esso sia il circuito mediante cui impulsi ed emozioni sono tradotti in azioni complesse. Il sistema limbico è anche coinvolto nella regolazione del sonno e nel processo che riguarda il consolidamento della memoria.
L’amigdala è implicata nella segnalazione alla corteccia di stimoli motivazionali associati a reazioni di paura e ricompensa, e a reazioni emotive, quali per es. l’attrazione sessuale.
 L’ippocampo riceve fibre dalla corteccia entorinale (parte dell'ippocampo) e proietta, tramite il fornice (particolare struttura curvata a cupola), ai corpi mammillari, che rappresentano la terminazione del fornice stesso. Tale struttura cerebrale è implicata nella formazione delle tracce di memoria a lungo termine e nell'orientamento spaziale tramite mappe cognitive. Appartengono al sistema limbico inoltre:
  • il talamo , una stazione di recezione e ritrasmissione della corteccia cerebrale;
  • l’ipotalamo , che tramite la ghiandola ipofisi presiede sia al controllo sul sistema nervoso autonomo e sulle vie neuroendocrine sia alle reazioni emozionali e di paura;
  • il bulbo olfattivo è deputato alla recezione degli stimoli di natura olfattiva;
  • il fornice, che trasporta i segnali dall'ippocampo ai corpi mammillari implicati nella formazione della memoria a lungo termine.

Il cervelletto 
Si è sempre pensato che il cervelletto servisse esclusivamente alla coordinazione motoria, ma è stato dimostrato recentemente che lesioni e malformazioni congenite al cervelletto possano determinare complicazioni alle capacità di comunicazione e socializzazione: disordini del linguaggio, disturbi dell'affettività, riduzione della capacità di apprendimento, comportamenti collegabili all'autismo. Il cervelletto presenta un mantello grigio superficiale, la corteccia cerebellare, organizzata in lamelle, e una massa interna di sostanza bianca, il corpo midollare, costituita da                                                                                 fibre che derivano dalla corteccia.  

Spero di avervi incuriosito e se volete continuare a scoprire i meandri del cervello umano vi consiglio di cliccare al link sottostante. 
APRI E SCOPRI! 

"sitografia"







lunedì 6 gennaio 2014

Regalo al BisNonno Luca

Lo so, ho capito, Natale è già passato e ormai per i regali è troppo tardi, però posso prendere come pretesto l'Epifania che tutte le feste si porta vita ( domani torniamo a scuola, grrr) e fare il regalo al mio nonnino preferito LUCA! Non sapete chi è Luca? Beh... Neanche io lo sapevo finchè un signore di nome Professore mi svelò l'arcano del mio albero genealogico ma anche del vostro albero genealogico! Eh si, LUCA è anche il vostro nonnino, è stato il nonno di Nelson Mandela, di Gandhi, del mio vicino di casa, di un ghepardo, di uno scarafaggio, degli acari e purtroppo anche di Berlusconi o di Gheddafi.... Sfortunatamente non ha educato tutti bene, ha procreato creature meravigliose, ma anche terribili esseri .. 
Allora Lui, per me, è semplicemente BisNonno LUCA ma per gli scienziati è moooooooooooolto di più (oltre che ad un loro parente).
Allora..
L... last 
U... universal 
C... common
A... ancestor

LUCA o LUA (last universal ancestor) è, secondo una teoria, il progenitore comune più recente di tutto l'insieme di esseri viventi, probabilmente anche dei fossili. Si stima sia vissuto tra 3,6 - 4,1 miliardi di anni fa. Alcuni scienziati pensano che non era altro che un assemblaggio di molecole in un liquido primordiale, altri "signori della scienza" invece ritengono che avesse già una struttura più complessa, simile a una cellula.Tutto è ancora da accertare ma l'ultima ipotesi è la più probabile. 

Passiamo alla parte sfavillante e "pacchettosa" ( con regali virtuali ovviamente).


Questo è il biglietto!!! 
NonnoLuca: " Grazie cara, non ti dovevi disturbare"
Io: "Suvvia Nonnoooo, sai che ti voglio tanto bene, Buon Natale!!!"













Io: " Allora Nonno, questa è la mia mano, te la regalo!!! Mi servirà per trascrivere tutte le storie (vere) che scrivono su di te e sulla tua progenie".
NonnoLuca:" Cara, cosa me ne faccio della tua mano? Non devo scrivere io!!!"
Io:" Infatti te la regalo, potrei usarla per fare altre diavolerie invece la userò per gli infiniti riassunti che devo scrivere per cercare di memorizzare tutto quello che esiste in questo mondo su di te"







Io:"Il mio secondo regalo per te è la mia testa!"
NonnoLuca:" E perchè mai?"
Io": Allora... Ti regalo la mia testa per lo stesso motivo della mano: la utilizzerò  per imparare tutto quello che c'è da sapere. Ti dedico la testa come ti ho dedicato la mano. Non ci crederai ma inclusa c'è pure la pazienza, era un regalo prendi 2 paghi 1, conveniente no?".
NonnoLuca: " AH 'sti giovani d'oggi"




NonnoLuca:"Oh cara, un orologio?!"
Io:"Certo che no, nonno... Questo è il tempo, il mio tempo per studiarti e visto che il tempo è denaro, e oltre ad arricchirmi io di conoscenze, tu, che sei anziano, ne hai bisogno, visto che le pensioni sono basse per le cellule ancestrali".
NonnoLuca:"Anche in questi giorni di festa mi devi ricordare queste mancanze umane?"
Io:"Nonno, non incolpare me .. Sono i tuoi figli che ti trattano così, io sono più anziana di geni ma più giovane di loro, quindi  calmati, altrimenti la pillola per la pressione non ti fa effetto."
NonnoLuca:"Grazie cara, proprio dei bei regali".

Io:"Alla fine nonno hai capito il senso dei miei regali?".
NonnoLuca:"Devo dire la verità? Sinceramente no.. Spiegamelo".
Io:"I miei regali sono il mio "sacrificio" in tuo onore".
NonnoLuca:"Ah che bella cosa!!!".
Io:"Tu non mi hai comprato niente?".
NonnoLuca:"Ehmmm, no cara, mi sono dimenticato, sai com'è, quando si è anziani..."
Io:"No, nonno non lo so... Certo che dei geni almeno propensi allo studio scientifico potevi donarmeli!!!!!".


BUONE FESTE (BUON INIZIO) gente!!!!  W i NONNI!!!

Fonti
http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale
http://www.lescienze.it/news/2011/10/06/news/luca_l_ultimo_antenato_comune_di_tutti_gli_organismi-559369/
Foto
Mie!!!

lunedì 4 novembre 2013

Una gita nel paradiso a due passi da casa

In una fresca mattina di inizio novembre, decisi di passeggiare nei pressi del "paradiso", a neanche un chilometro dal confine; molto volte ritorno per ritrovare un po'di serenità dalla mia odiata cittadina e routine quotidiana, ma solo quel giorno i miei occhi si sono schiusi veramente, come delle persiane da troppo tempo chiuse. Il cosiddetto "paradiso" è il parco naturale del monte Caslano, a pochi passi dallo stretto di Lavena Ponte Tresa. Questo luogo mi è molto caro, ho passato momenti felici da quando sono nata, dai bagni al lago alle passeggiate con i miei genitori; ormai ho dei posti segreti e dei luoghi preferiti e tornarci ogni volta mi rende spensierata come nei nostalgici anni infantili.
Di solito cammino attorno al monte tra casette e boschetti, ma qualche volta mi arrampico sui dai sentieri come una capretta in cerca dell'erba fresca bagnata della rugiada;  in quella mattina, però, presi il largo sentiero panoramico e didattico, scoprii molte cose riguardo al monte, interessanti e curiose, ed è per questo che voglio condividerle.


Il monte Caslano è un paesaggio che riunisce elementi di geologia e botanica, che si possono notare durante la tranquilla passeggiata.
In ambito geologico il monte comprende una serie di rocce che va dalle antichissime del cosiddetto Zoccolo cristallino insubrico, attraverso i depositi del Carbonifero alle vulcaniti del Permiano, alle dolomie del Triassico e alle morene quaternarie: una classica successione per la regione.
Nella botanica il monte ospita 600 specie di piante vascolari e 150 tipi di muschi e di epatiche e la varietà di condizioni ambientali si riflette anche nella ricchezza delle associazioni vegetali diverse e rare. Per questo è diviso in due zone: una come Parco Naturale del Monte Caslano e l'altra come zona protetta.
La diversità di esposizione e di pendenza di ciascuno dei tre versanti e la varietà dei suoli, sono rispecchiate nel variegato mosaico vegetale e nella ricchezza floristica del monte. La qualità dei suoli è legata al microclima, al sottosuolo ed alla vegetazione locale. Al monte Caslano i suoli sono del tipo delle terre brune insubriche, povere o ricche di carbonati, a reazione da neutra ad acida, per lo più ricche di humus, con attività microbiologica presente anche durante l'inverno.
Nel versante orientato da nord-est a nord, le rocce a silicati, originano suoli da acidi a neutri, fertili, con buona capacità idrica. Su questi suoli è insediato un rigoglioso bosco misto di Tiglio e Olmo montano che presenta da 4 a 5 strati di vegetazione. Nello strato montano dominano l'Olmo montano, il Tiglio nostrano e quello selvatico, qua è là  il Frassino e la Robinia.
Nello strato arboreo inferiore, alle specie precedenti si aggregano il Ciliegio, il Carpino Nero, il Castagno e l'Acero di monte. Nello strato arbustivo spicca l'abbondanza del Nocciolo, al quale si associano il Biancospino, il Sanguinello, il Viburno palle di neve, il Sambuco e il Caprifoglio peloso. Lo strato dei muschi è ricco di specie mesofile che prediligono l'ombra.
In un tratto di percorso sono visibili rocce rosso-violacee, ovvero tufi vulcanici del periodo Permiano (da 280 a 225 milioni di anni fa) e arenarie del Triassico (da 225 a 220 milioni di anni fa). Durante il periodo geologico del Permiano tutti i continenti erano uniti in un blocco unico chiamato Pangèa, che per effetto dei movimenti delle placche, la parte settentrionale del futuro continente africano (nella cui  fascia si può situare il Ticino meridionale di quell'epoca) venne a trovarsi nella zona tropicale, caratterizzato da un clima caldo e secco di tipo semi-desertico.
Nel Luganese e nel Varesotto si verificarono estesi fenomeni vulcanici che hanno lasciato tracce lungo il bordo delle Alpi sotto forma di tufi vulcanici, porfidi chiari(rioliti) e prorfiriti scure violacee (andesiti).
Sovrapposte alle rocce vulcaniche del Permiano affiorano le rocce del Triassico inferiore; questa roccia costituita di arenaria anche essa di colore rossastro, si differenza dalla precedente per l'ambiente di formazione, trattandosi di sedimenti marini. I fossili rinvenuti in analoghe rocce del monte San Salvatore e alla base del monte San Giorgio sono estremamente importanti, come testimonianza della presenza del mare nel "Ticino" di allora.
Da 220 a 190 milioni di anni fa, nel periodo Triassico, l'apertura di grandi fratture segnò la disgregazione del continente Pangèa. Tra il continente africano a sud ed il continente europeo a nord, si formò un vasto bacino marino chiamato Tètide, fu in questo bacino che sedimentarono le rocce destinate, più tardi, a formare gran parte della catena alpina. A queste rocce appartiene pure la dolomia, roccia che possiamo notare, e che si è formata in questo antico mare. All'interno della dolomia troviamo coralli, alghe e microfossili che confermano come questa barriera doveva essere per molti aspetti analoga a quelle attuali dei mari tropicali.
Questa roccia è stata sfruttata fino a pochi decenni fa per l'estrazione di blocchi di dolomia e per la produzione di calce. I resti di questa attività estrattiva sono visibili lungo il fianco ovest e sud del monte.
Altra caratteristica di questo parco è che il sentiero interseca le frange del velo morenico che copre il pianoro della vetta, mettendo in evidenza ora un sottosuolo morenico ora un sottosuolo dolomitico.
La distribuzione e l'estensione del suolo morenico è rilevata dalla presenza del Castagno, della Felce aquilina, della Molinia e di relativamente altre specie acidofile, la quale formano una copertura arbustiva nella quale lo strato di vegetazione arbustiva è quasi assente.
La distribuzione e l'estensione dei suoli dolomitici è evidenziata dalla presenza del Carpine nero e bianco, ai quali è associata una decina di specie arbustive tra le quali Nocciolo, Corniolo, Sanguinello, Biancospino, Coronilla, Pungitopo, che insieme formano una boscaglia più o meno fitta. I suoli generati da questi due substrati minerali hanno caratteristiche diverse: i suoli di origine morenica sono delle terre brune molto acide, poco fertili e con scarsa capacità idrica mentre i suoli di origine dolomitica sono delle terre brune neutre, fertili e con buona capacità idrica.

Le ultime vicende geologiche che hanno interessato il monte Caslano sono quelle del periodo del Quaternario (da 2 milioni di anni fa ad oggi) . Il clima di quest'epoca era caratterizzato da un'alternanza di periodi freddi e periodi caldi che provocò a più riprese avanzate di ghiacciai alpini. Durante i periodi freddi le lingue di ghiaccio invasero le valli e discesero fino alle pianure, interessando quindi anche questa regione. Tra le numerose testimonianze del passaggio dei ghiacciai vi sono le morene.
Arrivati alla bella vista si può osservare uno strato di depositi morenici caratterizzato dalla presenza di materiali rocciosi provenienti dal Sopraceneri che ricopre la dolomia che prima vi ho descritto, consentendo lo sviluppo di flora diversa.
Possiamo anche vedere alcuni grossi blocchi di roccia cristallina estranei al substrato roccioso sul quale poggiano: si tratta di massi erratici trasportati fin qui dal ghiacciaio e depositati al momento del suo ritiro. Altra cosa molto interessante: il monte Caslano costituiva un'isola durante l'Olocene, in una fase successiva alla deglaciazione avvenuta circa 10000 anni fa, solo successivamente l'esteso deposito deltizio della Magliasina ha unito il monte alla terraferma.

Lavena vista da un punto panoramico
Dopo aver ammirato Lavena, cittadina italiana, possiamo proseguire verso la Cappella, altro punto panoramico, dove vedremo Caslano, Agno e altri paesi del Ticino oppure tornare, grazie alla quantità di sentieri e tracciati. 

Proseguo per il sentiero didattico, all'inizio molto ripido e scosceso;  il dolore alle caviglie è ripagato perchè arrivo in una distesa di erba con qualche albero qua e là, che mi ricorda le colline toscane. Il cielo è splendido e un'arietta calda mi accarezza il viso. Non ci sono rumori, tranne mio padre che continua a ripetermi i nomi degli alberi, e ad indicarmi i funghetti, tra i quali questa bellissima Amanita muscaria, tanto bella quando pericolosa. 
Il panorama mi lascia senza fiato.. 



Lo sapevate che la collisione della placca europea con quella africana ha dato origine alle Alpi? In questo contesto interi pacchi di roccia posso deformarsi plasticamente, subire una trasformazione, spaccarsi o spostarsi. Vi sono testimonianze di questa attività tettonica anche nel Luganese, dove si può osservare anche la presenza di importanti fratture tettoniche (faglie e sovrascorrimenti). In un punto è visibile la ripida parete in stretta relazione con una importante frattura o faglia ritenuta di epoca alpina, formatasi durante il Terziario, che taglia il monte Caslano sull'asse est-ovest. Lungo questa linea la roccia dolomitica si è spostata lateralmente e verticalmente; questa faglia, unitamente all'azione erosiva glaciale, è in gran parte responsabile della forma del monte. Alcune faglie del Luganese hanno un'età ancora più antica e risalgono all'orogenesi ercinica( da 395 a 225 milioni di anni fa); questa faglia interessa solo le formazioni più antiche alla base del monte ed è tagliata perpendicolarmente dalla più giovane faglia del monte Caslano di età alpina ( da 60 da 10 milioni di anni fa).
Finito il sentiero, ritorno nel borgo di Caslano.
Tutto sommato mi sono divertita, ho imparato e ho camminato. 
Come dicevano i romani: "Mens sana in corpore sano".
Fonte: sentiero didattico del Parco Naturale del Monte Caslano. 

Immagini: Sara Azzurra

martedì 10 settembre 2013

Recensione del libro "Da bambino avevo un sogno" di Umberto Veronesi

Da bambino avevo un sogno di Umberto Veronesi (Milano 1925) è un saggio edito da Mondadori nel 2002.
In questo libro uno dei massimi esperti mondiali racconta gli ultimi rivoluzionari progressi nella ricerca, nella prevenzione e nella terapia di una malattia sempre più curabile: il tumore.
Partendo dal suo incontro con Watson e Crick, premi nobel per aver scoperto la strutturadel DNA, quando lui era solo un giovane laureato, Veronesi ripercorre le tappe della ricerca contro il tumore, spiegando innanzitutto cos'è e poi analizzando in vari capitoli la ricerca farmacologica e quella proteomica, passando poi in rassegna i quattro Big Killers( tumore alla mammella, al pomone, al colon retto e alla prostata), chiarendo cause, conseguenze, tecniche per combattere e non soccombere a questi assassini biologici: dall'alimentazione allo stile di vita.
La seconda parte del libro racconta la storia di alcuni uomini, tra cui lo stesso protagonista, che hanno avuto l'idea e la forza di realizzare un centro d'avanguardia, l'Istituto europeo di oncologia (Ieo); attraverso combattimenti burocratici, stampa inesistente, insistente e disordini di quegli anni il sogno del professore si è realizzato definitivamente il 18 gennaio del 1996.
In questo libro è riassunto il lavoro di anni di ricerca, campagne, studi e fatiche, perchè quando qualcosa si può cambiare, dobbiamo evolverci all'innovazione della mente umana.

Titolo: Da bambino avevo un sogno
Sottotitolo: tra ricerca e cura, la mia lotta al tumore
Autore: Umberto Veronesi
A cura di Luigi Bazzoli
I Edizione:  1 novembre 2002
Casa editrice: Arnoldo Mondadori S.p.a
Pagine: 225

lunedì 9 settembre 2013

BLOG MACHINE, un Blog sui Blog

Surfando in rete per trovare blog interessanti, mi sono imbattuta in Blog machine, un "macchina" di ricerca per blog interessanti. "Strabiliante!" ho pensato, anche perchè i blog sono suddivisi in categorie: ambiente, arte, attualità, cucina, cultura, didattica, intrattenimento, informatica, motori, natura e politica; cliccando su una di queste categorie, trovi recensioni, scritte correttamente, incalzanti e soddisfacenti.
I creatori si descrivono degli appassionati di blog, ritenendo questo come il mezzo di comunicazione più soddisfacente e a portata di tutti; si pongono il fine di segnalare i migliori, quelli in voga e i più visualizzati, nel tentativo di soddisfare il lettore nella ricerca del blog ideale. Per ogni tipo di recensione e di categoria, il linguaggio cambia, utilizzando vocaboli adatti all'argomento in questione.
La grafica del blog non è eccellente, lo sfondo è di un bordeaux spento e il logo/titolo del blog è posto in un angolino, infatti poco dopo ho letto il nome del blog. I blog sono presentati in anteprime con relativa immagine che rimanda alla pagina corrispondente, mentre il titolo, oltre ad essere un link che consente di leggere interamente la recensione, riassume la caratteristica che li rende unici.
Nota molto positiva: l'utente ha la possibilità di imparare come recensire un blog, origine della Machine!

Tutti i blog a portata di CLICK!


martedì 11 giugno 2013

ECOFILM !!

Può un film salvare il pianeta?
Ci ha provato con grande impegno la 16esima edizione di CinemAmbiente festival torinese che ha visto, dal 31 maggio al 5 giugno, più di 80 pellicole, documentari e interventi da tutto il mondo, pensati per sensibilizzare il pubblico sul futuro del pianeta.
Da sapere: tutto il festival è stato a "impatto zero": le emissioni di CO2 prodotte sono state compensate, i suoi prodotti sono stati fatti con materiali riciclati e certificati. Biglietti e sedie comprese.
Insomma un festival del cinema Ecoissimo, da far invidia a quello di Cannes.
Sono dell'opinione che tutti i festival dovrebbero sensibilizzare sul tema del rispetto della natura. E' nostro dovere crescere le future generazioni in questa prospettiva, con il rispetto per l'ambiente e per gli esseri viventi che lo abitano.
A questo punto mi viene in mente una frase del Grande Capo Indiano Seattle, del 1853:
"L'uomo appartiene alla terra, la terra non appartiene all'uomo".
Ci sono state popolazioni che nel passato hanno fondato generazioni su questa regola, purtroppo esse sono state "spazzate" via dalla forza distruttiva dei primi uomini moderni.
Non siamo più quegli uomini, cerchiamo di cambiare, per un futuro migliore.

Ecco il link del sito di CinemAmbiente
http://www.cinemambiente.it/

qui sotto il video della sigla del festival!
http://www.youtube.com/user/cinemambientefest

domenica 12 maggio 2013

Appassionati di Leonardo?


Siete appassionati del grande genio Leonardo da Vinci?
Allora non potrete perdere l'occasione di visitare la mostra tenuta a Milano dal 1 marzo al 31 luglio. Questa mostra vi porterà a scoprire i misteri del Codice Atlantico e i veri colori del Cenacolo tramite esperienze interattive.


Ecco il link per avere tutte le informazioni!!!

Intervista impossibile a Konrad Lorenz: l'IMPRINTING


Visto che oggi è la festa della MAMMA, tutti voi  vi ricorderete dei pomeriggi passati al parco giochi. Sebbene giocavate insieme agli amichetti, restavate comunque vicini alla vostra mamma, simbolo di protezione e amore. Amore che avrete sicuramente colto, proprio lì, nel laghetto, mentre osservavate una papera seguita dai suoi anatroccoli. Fin qui nulla di strano, vero?! Ma avete mai visto un uomo seguito dai suo anatroccoli? Allora non conoscete Konrad Lorenz!!!


Sara: "Buongiorno Dott. Lorenz, mi potrebbe dire qualcosa di Lei?"

Konrad: "Sono nato a Vienna il 7 novembre del 1903, sono un zoologo ed etologo austriaco. Vengo considerato il fondatore della moderna etologia scientifica. Nel 1973 mi è stato assegnato il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia grazie ai miei studi sulle componenti innate del comportamento e in particolare sul fenomeno dell'imprinting nelle oche selvaticheSono stato pioniere dell'ambientalismo e mi sono inoltre occupato per tutta la vita di filosofia.


S: "Complimenti!!! Mi spiegherebbe brevemente il fenomeno dell'imprinting?"

K: "L'imprinting è un particolare tipo di apprendimento grazie per cui un individuo alla nascita fissa in una memoria stabile, durante un lasso di tempo sensibile (circa 36 ore successive alla nascita), il genere degli individui da cui verrà allevato e di cui crederà di far parte."

S: "Come è giunto a tale scoperta?"

K: "Stavo assistendo alla schiusa delle uova di anatra che avevo messo nella mia incubatrice. Man mano che gli anatroccoli fuoriuscivano dalle uova, li ripulivo. Mi accorsi che non avevo più panni per pulire gli ultimi nati, così andai nella stanza affianco per prenderne degli altri. Ero nell'altra stanza, quando sentii gli anatroccoli piangere come quando cercano di richiamare la loro mamma. Mi precipitai da loro per vedere cosa fosse accaduto, ma appena arrivai, smisero. Ritornai più volte nell'altra stanza, loro riprendevano sempre a piangere e smettevano non appena ero di nuovo da loro. Fu così che iniziai a formulare le basi teoriche dell'imprinting. Non appena gli anatroccoli  furono più grandi di qualche giorno,iniziarono a seguirmi come avrebbero fatto con la loro vera madre."

S: "Ha fatto altri esperimenti per convalidare la sua scoperta?"

K:" Per convalidare la mia teoria riprodussi l'esperimento, ma questa volta intorno alle uova che si stavano schiudendo misi una sagoma che applicata ad un dispositivo si poteva muovere nell'ambiente. Gli anatroccoli appena nati potevano vedere solo questa sagoma muoversi e non avevano altri elementi in movimento vicino a loro. Non appena si potevano alzare e camminare, iniziarono a seguire la sagoma e fecero così anche nei giorni seguenti. Avevano associato la figura materna alla sagoma."
.....
Si potrebbe parlare e scrivere per ore di Konrad Lorenz...




Se volete saperne di più leggete il libro L'anello di Re Salomone.

Fonte: Wikipedia